le Fate Pasticcione a Bareggio

Auditorium Comunale M.T. di Calcutta  di BAREGGIO

domenica 23 novembre 2014

ore 16

la Compagnia di Proteo

presenta

Le FATE PASTICCIONE 

ingresso 3 euro

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Proteo a Genova

articolo secolo XIX

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Teatro dell’Ortica

Doppio appuntamento al Teatro dell’Ortica con “Concentramento” della Compagnia di Proteo

 

acido

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CONCENTRAMENTO

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La Compagnia di Proteo

presenta

C o n c e n t r a m e n t o

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scritto e diretto da Ferruccio Masci

SABATO 15 MARZO 2014 ORE 21

DOMENICA 16 MARZO ORE 16

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TEATRO DELL’ORTICA

via S. ALLENDE 48

GENOVA MOLASSANA

tel 010 8380120

Info@teatrortica.it

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10/11/12 gennaio 2014

Merus histrio

blogargomm

 

SPETTACOLO GIULLARESCO

Di

Gianni Lamanna

Teatro Argomm: 10/11/12 gennaio 2014

via B. d’Espinosa angolo via G. IMPERATORE

(ZONA 9 NIGUARDA)

ORE 21 DOMENICA ORE 16.

blogar

Qual è l’intento di un giullare o istrione, come in questo caso, se non quello di raccogliere tutto il bagaglio culturale che appartiene all’occidente nelle sue linee più esseN ZIALI anche attraverso le contamINA ZIONI di culture ad essa confinante e condividerlo con il pubblico prima di uscire definitivamente di scena? proporre nel rito apotropaico per lo allontanamento di quelle paure che ci accompagnano sin dalla nascita SONO forse IL riconoscere la propria fragilità umana? Questo, E’ UN VIAG- gio NEL TEMPO MEDIEVALE. La memoria è essenziale e ATTRAVERSO il riso, la morte ci prepara al futuro per l’invidia degli dei IMMORTALI.

 

 

 

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odio gli indifferenti

 
 Domenica 28 aprile 2013 ore 21.00

 Eccezionale appuntamento presso

Sala della Cultura

Via Italia 13

Vedano Al Lambro (MB)

 

 

ODIO GLI INDIFFERENTI

 Lettura scenica / teatro

“Odio gli indifferenti” di Gramsci

“Discorso sulla costituzione” di Calamandrei

 

Regia di Adamo Miniero

 Tre generazioni a confronto: un adolescente chiuso in se stesso la cui vita, lontana dalla società e dalle questioni politiche, si consuma nello stordimento somministratogli dalla realtà virtuale del computer e dall’assunzione di alcolici; un padre cresciuto nel benessere che ha dato per scontato le conquiste di libertà e uguaglianza, che si è cullato nell’illusione che i diritti civili ottenuti dalle generazioni passate fossero inalienabili. Un padre che si lascia vivere immerso nell’indifferenza, sprofondato nelle comodità che anestetizzano il pensiero, che si pone nei confronti del figlio non certo come una guida, come un esempio a cui far riferimento, ma piuttosto come amico. Ecco che allora il rapporto si rovescia ed è allora il padre ad imitare il comportamento del figlio cercando anch’egli consolazione in una bottiglia di Tequila. Infine un nonno, un partigiano che ha partecipato concretamente alla nascita di una società civile basata sulla dignità dell’uomo, che ha lottato in prima persona anche a rischio della vita stessa in nome di ideali di libertà, uguaglianza e legalità.

Non è alla rivoluzione, che sovverte in modo violento, che esorta: troppo sangue è stato già versato, troppo dolore, ma ad una presa di coscienza, un risveglio che faccia uscire dall’apatia, dalla passività, dalla paura, che faccia riscoprire il piacere della partecipazione, unica garanzia di libertà.

Un invito quindi ad opporre all’inerzia e all’acquiescenza la resistenza, la volontà, la rabbia come rifiuto alla resa agli inganni e agli abusi del potere, un invito a schierarsi, perché chi non lo fa non è, non esiste (Gramsci, 1917). Chi vigliaccamente rinuncia alla propria volontà, gli assenti, i disinteressati, i parassiti, i remissivi diventano facile preda delle manipolazioni di piccoli gruppi attivi creando in tal modo terreno fertile per la diffusione delle ingiustizie, delle disuguaglianze, degli abusi, degli sprechi, della distruzione. E’ infatti questo popolo di indifferenti ad essere riconosciuto da Gramsci come il colpevole del progressivo e ormai drammatico indebolimento delle garanzie sociali.

 Non credano gli indifferenti di essere innocenti, non lo sono, nessuno lo è, anche quando non si fa niente si è responsabili di tale scelta. La storia è fatta dagli uomini, è nelle nostre mani e la fatalità non è altro che la scusa dei vigliacchi, di chi lascia fare agli altri per poi criticarli, di chi tollera l’intollerabile in cambio dell’Abercrombie e dell’ iPhone. Allora il male non deriva tanto dalle cattive azioni compiute, ma da quelle buone mancate di che avrebbe potuto fare e non ha fatto. In quest’ottica la vita in senso pieno coincide con la capacità di prendere una posizione, di essere di parte e in tal modo contribuire alla creazione di una società di diritto.

 Anche Calamandrei vede nell’indifferenza un’offesa per la Costituzione. Quest’ultima infatti per vivere ha bisogno di essere alimentata continuamente con la volontà, l’impegno, la responsabilità di ciascuno. Tutti sono chiamati a vigilare affinchè la legalità, le libertà, l’uguaglianza, la giustizia siano ideali concreti e non parole morte scritte su un pezzo di carta. Perché la Costituzione non è una conquista ottenuta una volta per tutte, ma una promessa da rispettare, senza dimenticare mai che dietro ogni articolo ci sono i volti e le voci di giovani caduti combattendo per dare la possibilità a noi di vivere in una società più giusta e più libera. La Costituzione è il “Testamento di centomila morti”.

Questo vuole essere un messaggio rivolto a tutti, ma soprattutto alle nuove generazioni affinchè il loro disinteresse alla vita politica si trasformi nella voglia di esserci, affinchè diventino padroni di loro stessi contribuendo così alla costruzione di una società civile, affinchè comprendano che “libertà è partecipazione” (G. Gaber).

Ingresso libero

PER INFO E PRENOTAZIONI

info@associazionelosguardo.it

347 44 17 266

www.associazionelosguardo.it

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a genova

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e il poeta divenne immortale

 Fabrizio De André

 

e il poeta divenne immortale

 

 

 

commedia in più tempi, modi e luoghi

 

scritta e diretta da Ferruccio Masci

 

 

 

Ricreare un’atmosfera, un groviglio di emozioni profonde, il sapore terribile di una tragedia, un ambiente fisico e psichico straordinario, un’epoca ed un topos di esistenze con il sapore dell’essere state e del permanere, un crogiuolo di vita e sogni, ecco il senso di questo testo teatrale.

 

Il senso di questo intrecciarsi si esplicita nel corso della rappresentazione poiché l’intera vicenda si snoda e si riannoda intorno alla figura carismatica di De André. Sarà la magia del teatro che permetterà al poeta cantautore di dedicare e dedicarsi un pezzo musicale che respira l’emozione di un’epoca che sa di per sempre di “sogno di una cosa”, per esplodere e meravigliosamente condensarsi nell’eternazione dell’artista, è per questa ragione che il sottotitolo recita

 

“… e il poeta divenne immortale”.

 

La vicenda si sviluppa, con una certa libertà cronologica, negli anni che hanno visto la scomparsa di Tenco ed il tragico e geniale fiorire dell’opera di alcuni maestri della canzone d’autore e non solo.

 

La morte di Tenco, il comportamento dei media nei suoi riguardi e il modello culturale che consuma e mercifica emozioni in forma di prodotto, generano una reazione collettiva che vuole coinvolgere, oltre ai protagonisti della commedia, quali le prostitute di Via del Campo, le eroine oscure che abitano le canzoni de De André, anche il pubblico in sala al fine di realizzare una poesia musicale che celebri ed eterni l’arte ed il suo autore intorno al quale fiorisce il nostro spettacolo: Fabrizio De André.

 

 TEATRO ORTICA

 

via Allende 48 , Genova Molassana

 

tel 010 8380120

 

info@teatrortica.it

 

 

 

sabato 13 aprile 2013 ore 21

 

domenica 14 aprile 2013 ore 17

 

 

 

Posto unico: 10 €

 

 

genova ortica

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teatro dell’ortica Genova Molassena

sabato 13 aprile 2013 alle ore 21  e domanica 14 aprile alle ore 17

sabato 13 aprile 2013 alle ore 21 e domenica 14 aprile alle ore 17

 

 

 

 

 

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giornata mondiale del teatro a Cremona

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